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E ora? Dove lo metto???

E ora? Dove lo metto???

 

Una delle domande più comuni dopo la nascita di un bimbo -e forse anche la più discussa per scuole di pensiero- è dove coricarlo nei primi tempi... 

"Primi tempi" è un parolone... Nei primi tempi si è già più che maestranti!!! Diciamo primi giorni... prime ore... prima nanna??? Che faccio?? 

Premetto che da mamma sportiva (anche questo è un parolone... più che altro da mamma istintiva e poco ansiosa) non mi posi tante domande quando ben 8 anni fa portai a casa le due creaturine minuscole... qualcuno mi suggerì di metterli entrambi in un lettino con le sponde con suo bel paracolpi che li proteggesse dalle sbarre infingarde... e via...

Lettini in legno con le sponde?? Uno ne avevo e non avendo ancora il negozio, ne' tantomeno esperienza come mamma, sposai subito questa iniziativa che qualche genio (parente o conoscente boh... [è passato troppo tempo]) mi suggerì.

Devo dire di essere stata fortunata perché in realtà non si lamentarono molto la notte... 

Solo con l'esperienza di questi anni (più vivendo a contatto con tante neo mamme che non propriamente per l'esperienza personale vissuta) ho finalmente compreso perché le nostre nonne fasciassero i loro poveri bebè!! 

La ragione uno (poi ne enumerano tante altre alle quali sono state date infinite smentite ma riserveremo questo argomento a qualche nonna vecchio stampo che si volesse sottoporre a debita intervista) è che i neonati, abituati al buio e in uno spazio ridotto come quello della panciotta della mamma, si trovassero del tutto disorientati in uno spazio aperto!! Da qui la necessità di "raccogliere" il piccolo in uno spazio minimo... dove si senta ancora nel proprio habitat.

Ecco che nei lettini con le sponde possiamo inserire dei riduttori (bed in bed di stoffa, sospesi o appoggiati, ancorati alle sponde del lettino), o ceste in vimini con manici direttamente nel lettino stesso o appoggiate su appositi supporti, o ancora (spartana ma funzionale) la navetta stessa del trio appoggiata nel lettino, o su appositi bassinet reggiculla, o più semplicemente sul telaio del passeggino...

(Non tutti amano che la navetta che viaggia fuori fra microbi e intemperie stia a contatto nell'ambiente supersterile  della casa del neonato... Nda: personalmente non amo questa pratica più perche non abitua il bimbo a distinguere la nanna diurna da quella definitiva notturna che non per le "paranoie" microbiche!!)

In questa sede mi limiterò ad enumerare quanto possibile come primo giaciglio senza sfociare nel mio parere personale anche perché (contro il mio interesse e senza vendere più nulla) vi consiglierei la mangiatoia o come facevano le bisnonne nervianesi "la marnèta dal pàn"!!!

Chi si possa permettere spazio e anche un'ulteriore spesa può ovviamente optare per le infinite romantiche culle: in vimini, in bamboo, in legno, in stoffa, con baldacchino, con fiocchi e nastrini fru-fru, con decorazioni super personalizzate che spesso hanno anche valore simbolico di tradizione ed era la culla riattata del nonno dello zio della cugina della sorella di lei dopo che si era riprodotta con il fratello di lui... insomma tutte culle con spessore storico e affettivo sul quale non si può assolutamente sindacare!!

Se non avete parentado pregno di materiale prima infanzia o se non vi volete filare la tradizione di famiglia, esistono moderne culle simili a lettini da campeggio ma di dimensioni più contenute, spesso dotate  di comode ruote che vi potete portare nei vari locali della casa.

Esistono anche (ultimamente molto richieste) le culle con una sponda reclinabile così da avvicinare il bebè al lettone ed averlo comodamente accanto in caso di risveglio, senza rischiare di schiacciarlo in ignare manovre notturne se accasato impropriamente nel lettone nei primi mesi di vita.

Qualsiasi scelta facciate ricordatevi che le culle per neonati hanno sponde basse e sono poco profonde. Verso il quinto/sesto mese del bebè (quando è in grado di ergersi autonomamente in posizione seduta)  è opportuno trasferirlo in un lettino più profondo per questioni di sicurezza.

 

Rossana Fastigari

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